giovedì 3 gennaio 2013

Bello Buono Vero

Sono i tre trascendentali di Platone. Non sono la stessa cosa, ma ognuno di essi implica l’altro a giro.
Aristotele fa propria questa dottrina di Platone e la amplia. Non è frequente. Il più delle volte, ogni filosofo nell’accingersi alla sua opera, demolisce le tesi dei predecessori che hanno qualche attinenza con quel che lui si propone di fare.
Ma se la filosofia è ricerca della verità, non dovrebbe ogni filosofo accogliere, valorizzare e sviluppare le verità altrui? Non è così. Che peccato! Pertanto la filosofia non è un sapere cumulativo, mentre la scienza lo è.
Ritengo un errore studiare la filosofia come storia della medesima. Ve l’immaginate un medico che cura i malati con la storia della medicina?

La storia della filosofia andrebbe studiata per scoprire e collazionare le verità embrionali, parziali o compiute prodotte dai filosofi. Accade anche nell’arte dove si tiene conto delle realizzazioni dei predecessori, talvolta in modo corretto e creativo, talvolta no. Corretto quando si segue la Bella Maniera: il repertorio delle soluzioni eccellenti dei grandi maestri per la raffigurazione di “mani, o teste o corpi o gambe” (Giorgio Vasari, Vite de’più eccellenti pittori, scultori e archittettori, 1568).

La ripresa di soluzioni codificate non è invece accettabile in quel tipo di manierismo novecentesco detto Transavanguardia. Achille Bonito Oliva ha lanciato questo rapsodico presunto stile nel 1979. È semplicemente la maniera, assunta a modello degli artisti Chia, Clemente, Cucchi, De Maria, Paladino. Nel dire misterico dell’Achille “la Transavanguardia[ è ] assunzione di una posizione nomade che non rispetta nessun impegno definivo che non ha alcuna etica privilegiata se non quella di seguire i dettami di una temperatura mentale e materiale sincronica all’istantaneità dell’opera (The Italian Trans-avangarde – La transavanguardia italiana, Milano 1980, p. 54)
Non chiedetemi cosa significa

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