mercoledì 24 aprile 2013

Tiziano alle Scuderie del Quirinale. La spiegazione dei critici

La tela più spettacolare t’investe con la sua potenza all’inizio della mostra.  È Il martirio di San Lorenzo; la più toccante, alcune sale dopo, Carlo Quinto e il suo cane.
Tiziano fu allievo di Giovanni Bellini e di Giorgione. Da questi accolse l’uso del colore per costruire le figure e non soltanto per colorarle. Ne apprese anche l’uso della luce, splendente in sé come bianco fulgente o, nel colore, dall’interno del suo spessore.
Nell’aria il brusio delle insegnanti di storia dell’arte che impartiscono a scolaresche distratte dati biografici sull’autore, aneddoti sul tempo e sui luoghi della sua vita, mentre le guide illustrano la qualità della pittura in modo professionalmente generico: considerazioni applicabili a qualsiasi autore, a qualsiasi opera. Esaltano “L’acutezza dello sguardo di quel pittore nel raffigurare il carattere dei personaggi ritratti, esprimendolo con sicurezza e capacità individuante; segnalano la forza espressiva del paesaggio che diventa un’opera nell’opera.” Giudizi che ricordano l’etichetta sul retro delle bottiglie di vino: “Sentore di spezie orientali, presenza di legno di sandalo e di rosa canina, retrogusto di frutti di bosco. Corpo robusto, colore rubino acceso, freschezza al palato.” Cambi vino e l’etichetta resta valida.
Riporto ora alcuni esemplari giudizi del curatore, Giovanni F. Villa, riportati nei pannelli illustrativi delle opere.
Nel grande ritratto Carlo V con il cane (1533) Villa vede l’opposto di quel che c’è: “La gravitas regale della postura e lo sguardo pacato rendono con efficacia quella volontà di pacificazione […] che Carlo aveva perseguito…”.
Tiziano ha ritratto Carlo V, dal quale era ammirato, ben quattro volte. Nelle altre tre versioni c’è la gravitas, la regalità e lo sguardo pacato. In questa no. In questa c’è rimpianto per un’opera incompiuta e quel che era riuscito a realizzare, mostrava più che avvisaglie di cedimento. Abdicherà alla fine e vivrà gli ultimi due anni della sua vita nel convento di Yuste in Estremadura.   
Sulla Crocifissione di Ancona (1558) Villani ci dice che “[Tiziano] scioglie i colori in freddi scenari notturni, consumando ogni residuo naturalistico, fino a far assorbire dall’ombra lo stesso volto di Cristo”. Della Deposizione di Cristo nel sepolcro (1559) ci segnala “La stesura frammentata e abbozzata del colore [che] disgrega le figure in un crescendo emotivo carico d’angoscia. La composizione appare compressa nel perimetro della tela.” Dice dell’Annunciata (1520) che è “tutta costruita sull’impianto prospettico, ma anche sulla misura della quotidianità.” Sui ritratti dell’aristocrazia che l’Autore ”Muove dai modelli giorgioneschi ma, pur privilegiandone i rapporti cromatici, non trascura quelli compositivi rigorosamente strutturati. La monumentalità non prescinde dalla fedeltà al vero, producendo straordinari effetti di realismo e dinamicità [...] Raffigurazioni particolarmente attente allo studio psicologico.” Nell’Autoritratto (1562) coglie “Una posa di un’assertività senza precedenti.” In generale, nel modo di dipingere di Tiziano, scopre “Una pennellata intensa, concreta ma morbida nel tessuto [che] scompagina la tradizione e apre alla modernità”. Si sarà notato che cotali osservazioni, semplicemente, illustrano il mestiere di ogni pittore professionale, così come l’assertività è la caratteristica di tutti i ritratti dalla statuaria romana in poi.
In una saletta viene proiettato un video illustrativo, dal quale la sovrintendente del Polo Museale di Venezia, Giovanna Damiani, nel commento de La Deposizione di Cristo nel sepolcro (1559), ci parla della “Concitazione drammatica della Maddalena … quell’alchimia magica che scompone e ricompone la materia”. Ne La presentazione di Maria al tempio (1538) fa notare quel che tutti vedono e cioè che “la composizione si articola secondo una cadenza processionale”. Il resto dei suoi commenti è frasi fatte e giudizi sull’arte della pittura validi in ogni età, per ogni autore.
Mi fermo qui. A breve riporterò le mie impressioni di amatore e aspirante conoscitore fai da te.