domenica 15 luglio 2012

Come apparire profondi senza dire nulla

Giorgio Morandi, Natura morta (1941) Museo del Novecento, Milano 
Parola di Kant: Ci sono gli inventori di titoli. Inventano una parola e poi ci costruiscono sopra una dottrina. Tra questi Cesare Brandi che però affina il metodo. Preleva un paio di concetti da una filosofia di moda, li rinomina e costruisce la sua teoria sull'interpretazione dell'arte. Le due parole fenomenologiche sono 'vissuto' e 'vissuto puro fenomenologico', la rinominazione 'astanza' e 'flagranza'. Sarebbero la chiave per capire l'arte, le cui opere sono 'astanti' - ci stanno di fronte - e 'flagranti', in una loro immediatezza (sorprese in flagranza). Se ora volete saperne il significato, ecco la sua spiegazione: "I segni dell'arte non sono costitutive né di un significato, né di un messaggio. L'opera tuttavia agisce all'interno della coscienza percettiva dello spettatore in una logica linguistica, non semiotica ma fenomenologica.  [Ciò perchè] il segno del linguaggio artistico non significa. Sarebbe banale, se lo facesse; si sovrapporrebbe al linguaggio ordinario descrittivo-riferitivo". [= referenziale; che parla di qualcosa]. Aggiunge però il Nostro che l'arte esprime qualcosa. Come? Questa la sua risposta "L'astanza, fondandosi sulla differenza [un'eco della 'differenza ontologica' heideggeriana], si oppone a flagranza e a semiosi e deve potersi definire in base a ciò che la oppone a flagranza e a semiosi, in quanto che la 'differenza' non è in sé, non è un modo della presenza, ma è nella presenza stessa che è inscritta e si rivela con le opposizioni anzidette." (Cesare Brandi, Teoria generale della critica, Einaudi, Torino 1974, pag.101). Abbiamo anche un saggio applicativo di questa dottrina interpretativa. "Nell'ultimo quinquennio della sua vita (1959-64) [...] la sicurezza di quelle straordinarie pennellate [...] assicura [...] che le doti di pittore di Morandi arrivarono fino alla pittura più pittura, fatta di tocco, di pennellate di striscio, senza che si perdesse una striscia di quella meravigliosa sostanza cromatica, che era spazio, luce, colore allo stato fluido come un profumo o un liquido etereo." (Cesare Brandi nel Catalogo della mostra antologica di Giorgio Morandi, Madrid - Barcellona, 1984-85, pag. 28)
La spiegazione di 'astanza' e 'flagranza' è incomprensibile, ma non vi preoccupate: lo era anche per lui. Il commento su Morandi è comprensibilissimo, ma è come l'etichetta posteriore sulle bottiglie di vino. Cambiato il vino, vale lo stesso.

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